Giovedì, 30 Settembre 2021

Timoma nel coniglio

timoma nel coniglio timoma nel coniglio

Il timoma e il linfoma timico sono alcune delle neoplasie più diffuse nel coniglio.

Nel coniglio fisiologicamente è presente il timo, organo posizionato cranialmente e ventralmente al cuore. Nei soggetti adulti il timo può diventare iperplastico e aumentare di volume anche di 4 volte rispetto alla normale dimensione. Crescendo all’interno del torace si verifica una compressione dei polmoni e del cuore che viene spostato all’indietro. L’incidenza della patologia è maggiore nei conigli adulti ma anche i soggetti giovani possono esse colpiti.

I segni clinici sono molto variabili in base alla grandezza della massa e purtroppo la maggior parte delle volte si evidenziano quando la massa ha raggiunto dimensioni notevoli. Tra i più frequenti si può riscontrare:

  • Esoftalmo (gli occhi sono sporgenti a causa del rallentamento del ritorno del sangue venoso al cuore).
  • Prolasso della terza palpebra.
  • Difficoltà respiratoria (respirazione a bocca aperta, narici dilatate, aumento della frequenza respiratoria).
  • All’auscultazione del torace sarà evidente una attenuazione dei toni cardiaci.
  • In casi più rari si può associare anche una sintomatologia cutanea con dermatite o adenite sebacea.

La diagnosi viene effettuata tramite esame del sangue completo, radiografia toracica ed addominale, ecografia e CT con contrasto. La CT costituisce il metodo migliore nella diagnosi di questa patologia poiché è possibile valutarne l’estensione e la presenza di metastasi.

Per una diagnosi definitiva è necessario effettuare esame istologico. 

Trattamento

Il trattamento può essere medico o chirurgico. Quello chirurgico è quello che da risultati migliori poiché viene eliminata completamente la massa ma la percentuale di riuscita dell’intervento è di circa il 50 %. Esistono però diversi protocolli chemioterapici che si possono utilizzare nel caso in cui venga riscontrata questa patologia. I farmaci più utilizzati sono la ciclofosfamide, asparaginasi, vincristina e il prednicortone. Non ci sono purtroppo dati sufficienti per considerare quale sia il trattamento migliore che può variare da caso a caso. Questi farmaci agiscono riducendo la dimensione della massa ma purtroppo hanno degli effetti collaterali molto gravi tra cui anemia, enterite, nefrotossicità, epatotossicità ecc. Buoni risultati vengono dati dalla radioterapia che però richiede un certo impegno sia di tempo sia economico poiché sono necessarie diverse sedute per ottenere una riduzione, o nei casi migliori, una completa remissione della malattia.

Generalmente la terapia cortisonica viene usata con successo come adiuvante nella terapia con buoni risultati. 

Il timoma e il linfoma timico sono alcune delle neoplasie più diffuse nel coniglio.

Nel coniglio fisiologicamente è presente il timo, organo posizionato cranialmente e ventralmente al cuore. Nei soggetti adulti il timo può diventare iperplastico e aumentare di volume anche di 4 volte rispetto alla normale dimensione. Crescendo all’interno del torace si verifica una compressione dei polmoni e del cuore che viene spostato all’indietro. L’incidenza della patologia è maggiore nei conigli adulti ma anche i soggetti giovani possono esse colpiti.

 

I segni clinici sono molto variabili in base alla grandezza della massa e purtroppo la maggior parte delle volte si evidenziano quando la massa ha raggiunto dimensioni notevoli. Tra i più frequenti si può riscontrare:

o   Esoftalmo (gli occhi sono sporgenti a causa del rallentamento del ritorno del sangue venoso al cuore).

o   Prolasso della terza palpebra

o   Difficoltà respiratoria (respirazione a bocca aperta, narici dilatate, aumento della frequenza respiratoria)

o   All’auscultazione del torace sarà evidente una attenuazione dei toni cardiaci.

o   In casi più rari si può associare anche una sintomatologia cutanea con dermatite o adenite sebacea.

 

La diagnosi viene effettuata tramite esame del sangue completo, radiografia toracica ed addominale, ecografia e CT con contrasto. La CT costituisce il metodo migliore nella diagnosi di questa patologia poiché è possibile valutarne l’estensione e la presenza di metastasi.

Per una diagnosi definitiva è necessario effettuare esame istologico.

 

Trattamento

 

Il trattamento può essere medico o chirurgico. Quello chirurgico è quello che da risultati migliori poiché viene eliminata completamente la massa ma la percentuale di riuscita dell’intervento è di circa il 50 %. Esistono però diversi protocolli chemioterapici che si possono utilizzare nel caso in cui venga riscontrata questa patologia. I farmaci più utilizzati sono la ciclofosfamide, asparaginasi, vincristina e il prednicortone. Non ci sono purtroppo dati sufficienti per considerare quale sia il trattamento migliore che può variare da caso a caso. Questi farmaci agiscono riducendo la dimensione della massa ma purtroppo hanno degli effetti collaterali molto gravi tra cui anemia, enterite, nefrotossicità, epatotossicità ecc. Buoni risultati vengono dati dalla radioterapia che però richiede un certo impegno sia di tempo sia economico poiché sono necessarie diverse sedute per ottenere una riduzione, o nei casi migliori, una completa remissione della malattia.

Generalmente la terapia cortisonica viene usata con successo come adiuvante nella terapia con buoni risultati.

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