Lunedì, 28 Settembre 2020

Intossicazione da metalli pesanti nei pappagalli da compagnia

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L’intossicazione da metalli pesanti è una condizione molto comune nei pappagalli da compagnia. Il metallo che viene riscontrato più di frequente è lo zinco, mentre rari sono i casi di intossicazione con rame, ferro o mercurio. I metalli assorbiti vengono trasportati in circolo causando importanti alterazioni a livello renale, gastroenterico, ematico e cerebrale.

 

I principali sintomi che possiamo riscontrare nei nostri pet sono :

 

  • depressione, che si può manifestare con penne arruffate, letargia (dormono molto),ali tenute basse
  • mancanza di appetito
  • sintomi gastroenterici come stasi del gozzo, vomito, diarrea o colorazioni anomale delle feci.
  • Nei casi più gravi si possono avere sintomi neurologici come convulsioni fino alla paresi degli arti posteriori.
  • Nelle Amazzoni ed occasionalmente in altre specie è stata descritta emoglobinuria (“chocolate milk”- urati di colore rosso).

 

Causa: i metalli che ingeriscono i nostri pet sono nell’ambiente in cui vivono (gabbie) oppure possono essere parte di giochi per pappagallini in metallo. È importante ricordare che anche se un giocattolo è indicato dal commerciante come specifico per pappagalli, non è detto che sia inoffensivo per la sua salute. Fra le fonti più comuni in cui è possibile riscontrare metalli pesanti, possiamo trovare: Bigiotteria, pesi per tende, acqua potabile, stagnola da bottiglie di vino, lampade in vetro, linoleum, stucco.

 

La diagnosi si basa sull’anamnesi, cioè la storia dell’animale, segni clinici e sugli esami collaterali. L’esame d’elezione per una rapida diagnosi è la radiografia. Con i moderni mezzi è possibile realizzare una proiezione radiografica che mette immediatamente in evidenza eventuali corpi estranei metallici. 

Un altro tipo di indagine consiste nell’effettuare un prelievo di sangue per valutare il quadro generale degli organi (biochimico: potrebbe mostrare un aumento di enzimi come lattato deidrogenasi, aspartato transaminasi, creatinina, fosfochinasi o acido urico), nonché la presenza di metalli in circolo (nello specifico di zinco). Livelli di metallo nel sangue maggiori di 20 microgrammi/dl sono suggestivi di intossicazione da metalli pesanti, mentre un valore uguale o superiore a 50 microgrammi/dl risulta essere diagnostico. Esistono tuttavia alcune differenze di specie da tenere in considerazione, in quanto ad esempio cacatua ed ecletti presentano nel siero e nel sangue livelli di zinco superiori rispetto agli altri pappagalli.

 

 La terapia consiste nella rimozione del corpo estraneo e delle tossine in circolo. La terapia chirurgica consiste nell’effettuare un ventriculectomia o ingluviotomia per rimuovere il corpo estraneo. Un'altra alternativa prevede l’uso dell’endoscopia. Tuttavia, tali procedure possono risultare rischiose per cui spesso si interviene con la terapia medica. Quest’ultima consiste nella somministrazione di sostanze chelanti le tossine, come il Calcio EDTA, D-penicillamina e sostanze purganti come la vasellina o il lattulosio. Inoltre, è fondamentale stabilizzare in prima istanza il paziente mediante ad esempio, la somministrazione di fluidi.

 

Prevenzione: per ridurre il rischio di incorrere in questa patologia, si consiglia di evitare i giochi in metallo come campane o altri giochi simili. Si consiglia inoltre l’uso di gabbie con particolari caratteristiche che rendano difficile la degradazione dei materiali di costruzione.

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